Eugene Goostman ha supertao il Test di Turing?

Eugene Goostman ha superato il Test di Turing, e ora?

Eugene Goostman sembra un tipico ragazzo ucraino di 13 anni, dice di andare matto per hamburger e caramelle e che suo padre fa il ginecologo, ma è tutto falso. O meglio, Goostman “pensa” che gli piacciano hamburger e caramelle e che suo padre sia un ginecologo, e questo è vero. O forse no…

Eugene Goostman infatti è solo un chatterbot, un programma per computer sviluppato per presentarsi come un tredicenne e simularne l’intelligenza.

Ma cosa è l’intelligenza? Come si manifesta, come la si può misurare? Una macchina è in grado di pensare?

Per rispondere a queste e ad altre domande, Alan Turing, il grande matematico inglese considerato uno dei padri dell’informatica, ideò un esperimento per distinguere l’intelligenza umana da quella artificiale. Turing elaborò il concetto di macchina intelligente intendendone una in grado di pensare, ossia capace di concatenare idee e di esprimerle. Per Turing, quindi, tutto si limita alla produzione di espressioni non prive di significato. Il concetto fondamentale è che se una macchina riesce a farsi passare per un essere umano allora sta pensando.

Il “Test di Turing” è un punto fermo per il percorso di riflessione e crescita che diede il via agli studi sull’Intelligenza Artificiale. Tuttavia si tratta del test più iconico e controverso nell’ambito dell’AI ed è stato riformulato numerose volte durante gli anni. Le ragioni sono varie e passano dall’imprecisione della formulazione originale, al sorgere di nuovi problemi relativi alla definizione di macchina intelligente. A volte semplici programmi hanno costretto a riformulare i criteri del test perché inadeguati o troppo facilmente soddisfatti da programmi evidentemente  non pensanti, ma che si limitavano esclusivamente ad “ingannare” gli uomini.

L’impresa di Eugene Goostman

Il 7 Giugno 2014, durante la Turing Test 2014 Competition, organizzata dall’Università di Reading presso la Royal Society a Londra per celebrare il 60esimo anniversario della morte di Alan Turing, un terzo dei giudici (tra i quali John Sharkey, uno degli attivisti che hanno richiesto e ottenuto il “perdono reale” per le “accuse” di omosessualità rivolte a Turing, che lo costrinsero a sottoporsi a castrazione chimica e che, infine, lo spinsero al suicidio) non è riuscito a smascherare la natura “non-umana” di Eugene, che è stato dunque il primo bot nella storia a superare il test di Turing.

L’Università di Reading sottolinea il valore dell’esperimento:

“Qualcuno dirà che il test è già stato superato in passato. Il Test di Turing è stato applicato in competizioni similari in tutto il mondo. Tuttavia questo evento ha coinvolto il maggior numero di test di comparazione mai visto, è certificato da enti indipendenti e, soprattutto, le conversazioni sono prive di restrizioni. Siamo quindi orgogliosi di poter dichiarare che il Test di Alan Turing è stato superato per la prima volta.”

Vladimir Veselov, uno degli ideatori e sviluppatori di Eugene Goostman, afferma che la scelta dell’età è stata intenzionale, in quanto un 13enne è ancora poco esperto su alcune tematiche, quindi “non troppo vecchio per sapere tutto e non troppo giovane per sapere nulla”, abbassando così le aspettative dell’interlocutore e dei giudici quel tanto che basta per superare il test.

A questo punto sorgono numerosi interrogativi: quali sono le vere potenzialità di Eugene? Quale contributo potrebbe dare alla società? Quali saranno gli sviluppi futuri? Quanto siamo vicini alla singolarità?

E ancora: quanto tempo passerà prima che un’intelligenza artificiale possa essere integrata con un robot antropomorfo come FACE o Geminoid HI-1? Robot simili verranno accettati dalla società?

Insomma, quanto è lontano il futuro immaginato dai grandi della fantascienza come Isaac Asimov e William Gibson?

Voi che ne pensate? Intanto gustatevi questo video:

Luigi F. Cerfeda
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Luigi F. Cerfeda

Biomedical Engineering, Founder & Project Manager at BESOS - Bio Engineering Systems for Open Society
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